Il posto dove si approvano le ore, si leggono i documenti e si segue la propria missione. Ogni utente vede soltanto ciò che lo riguarda: è una regola del sistema, non un'impostazione.
Quattro tipi di utente, quattro perimetri diversi. Nessuno vede il perimetro di un altro.
Il referente dell'impresa che utilizza i lavoratori. Approva le ore a fine periodo — è il passaggio da cui dipendono sia la busta paga del lavoratore sia la fattura — e può rifiutarle indicando il motivo, così si corregge invece di discutere. Vede le proprie missioni e i documenti che la riguardano.
Non vede: il database dei candidati, i dati di altri clienti, né informazioni sui lavoratori oltre quelle necessarie alla missione.
Chi è assunto da BSP e lavora presso un'azienda utilizzatrice. Inserisce le proprie ore giorno per giorno, le invia, e vede quando vengono approvate. Legge il contratto, la lettera di missione e le informative, con la presa visione registrata.
Non c'è alcuna geolocalizzazione: il sistema non registra dove sei, né quando timbri né in nessun altro momento. Non è una scelta di configurazione, è una funzione che non esiste nel programma.
Chi si è candidato e ha dato il consenso al trattamento dei propri dati. Vede lo stato della propria candidatura e i documenti che ha ricevuto, e può revocare il consenso quando vuole — la revoca vale davvero e cancella.
Il professionista che segue le paghe. Accede alla generazione degli export verso il software paghe e al relativo storico. Verifica, supervisiona e può eseguire direttamente gli adempimenti dal gestionale.
Non esiste una registrazione automatica: l'accesso all'area riservata nasce da un rapporto — un contratto, una missione, una candidatura — e le credenziali le crea BSP.
Quando il rapporto è attivo, la direzione crea l'utente e lo collega alla tua azienda o alla tua posizione. È quel collegamento a definire che cosa vedrai.
La password iniziale la genera il sistema e viene mostrata una volta sola a chi la crea, che te la comunica a voce. Non viaggia per email in chiaro: una password scritta in un'email resta lì per sempre.
Al primo ingresso il sistema ti obbliga a sceglierne una tua. Da quel momento quella iniziale non vale più, e nessuno in BSP conosce la tua.
Capita, e quasi sempre per una di tre ragioni: la password è stata cambiata e non ricordi quella nuova, l'accesso è sospeso per troppi tentativi (basta aspettare qualche minuto), oppure l'utenza non è ancora stata creata.
In tutti i casi la strada è la stessa: scrivici o chiama il tuo referente. Non possiamo dirti la tua password — non la conosciamo — ma possiamo azzerarla e dartene una nuova, con la stessa procedura di prima.
Per il trattamento dei tuoi dati vale l'informativa privacy.